Quando nasciamo siamo una palla di energia di luce” affermava Carl Gustav Jung, psicanalista e allievo di Freud, padre della psicoanalisi, per descrivere la nostra parte “Ombra”. Ossia quella parte più nascosta, ma anche più vera della nostra personalità.
Si riferiva ai colori, naturalmente!
E pensare che, fin dalla nascita, ci viene assegnato un colore. Il rosa per le donne, il celeste per gli uomini, come se fosse un piccolo marchio che succesivamente delinea l’intero arco della nostra vita. È come se fosse una strada già prestabilita che si dovrà percorrere. Un segno distintivo e in uso comune sia in Italia che in altre parti d’Europa.
Ma, in fondo, cos’è il colore?
Ce lo dice la Fisica: l’occhio umano assorbe dalla luce una radiazione elettromagnetica e, a seconda della sua lunghezza d’onda e intensità, i fotorecettori della retina inviano un determinato stimolo al cervello che si trasforma nella percezione di un particolare colore.
Quindi, i colori come noi li intendiamo non esistono in natura.
Nel tempo si è notato, però, come la loro presenza influisse sugli umori e stimoli della vita quotidiana. Iniziarono, così, diverse ricerche finchè non si giunse, ai primi del ‘900, alla definizione di cromoterapia.
Anche se è una pratica antica che cercava di bilanciare e armonizzare le energie del corpo attraverso l’esposizione a specifici colori.
In questo spazio ne esploreremo l’origine, i principi fondamentali e i benefici e come i colori possano essere utilizzati per migliorare la nostra vita.
Uno dei primi studiosi per quanto riguarda il benessere psicofisico fu proprio Jung che iniziò a indagarli. Negli anni ‘80 del secolo scorso, grazie ai lavori della psicologa Eva Heller, fu stabilita una base scientifica per comprendere come i colori influenzassero le nostre emozioni e percezioni.
Quindi, le radiazioni elettromagnetiche hanno un grande valore simbolico che stimola la mente producendo stati d’animo o percezioni differenti. Per cui, è proprio il colore l’elemento che meglio rappresenta lo scambio di messaggi in una comunicazione efficace.
Noi ci vestiamo o indossiamo degli accessori di un colore che ci piace e diciamo al mondo come ci sentiamo e cosa e come stiamo vivendo, agevolando alcuni messaggi oppure impedendone altri
Nella nostra società, sempre alla piu pressante ricerca del benessere psicofisico, la cromoterapia, trova il suo spazio permettendo di beneficiare degli aspetti positivi del colore sulle emozioni.
È risaputo che viene usata a livello del
cosiddetto neuromarketing per creare ambienti, pubblicità e cultura in grado di impattare sulle nostre emozioni.
Ogni colore ha, infatti, un proprio significato e la sua connessione precisa con una parte del cervello determina emozioni o stati d’animo specifici.
Il loro simbolismo varia però, a seconda se si è ad Oriente o in Africa. Ad esempio nella cultura cinese, il rosso è un colore di buon auspicio. Simboleggia la fortuna, la gioia e la prosperità. È comunemente utilizzato nelle celebrazioni del Capodanno cinese e nei matrimoni. Mentre il bianco a differenza delle culture occidentali, dove è associato alla purezza, è il colore del lutto e del funerale. Rappresenta la morte e la sventura.
Il nero nel continente Africano è spesso associato alla maturità, alla spiritualità e alla connessione con gli antenati. Non è necessariamente un colore di lutto, ma piuttosto di celebrazione e rispetto. Il rosso può simboleggiare sia il pericolo e la guerra, sia la vita che l’energia.
Ogni colore ha una lunghezza d’onda e una frequenza specifica che può stimolare o calmare il corpo e la mente.
In effetti, nella cromoterapia, si possono notare diversi benefici come la riduzione dello stress e dell’ansia, in quanto l’esposizione a colori calmanti come il blu e il verde può aiutare a ridurli. Il miglioramento dell’umore, invece, avviene grazie ai vivaci giallo e arancione che stimolano sentimenti di felicità e ottimismo.
L’aumento di energia si può ottenere con colori stimolanti come il rosso, mentre il miglioramento del sonno può essere favorito dal blu e dal viola.
Questa tecnica così affascinante, mi fa pensare a una mia esperiena molto interessante vissuta qualche tempo fa a Londra, in uno dei miei periodi di formazione e pratica di terapeuta, e precisamente, alla Tavistock Clinic, una Scuola per minori con problemi psicofisici dove si praticava la cromoterapia.
Nella stanza del colore, la chiamava così Emy, una bambina di 9 anni, giocavamo con “la lampada dei colori”. Emy chiudeva gli occhi, le dicevo di respirare profondamente, accendevo la luce cambiando colori e facendole immaginare tutto intorno il colore profuso: ad esempio quel pomeriggio d’inverno, era il verde il fascio che avevo scelto, e lei, mi disse che si trovava in un bellissimo prato verde colmo di fiori.
Era interessante vedere una bambina immersa in un fascio verde e ascoltarla mentre descriveva un paesaggio corrispondente al colore senza che lo avesse visto. Quella esperienza dimostrava come i colori, quanto le immagini, hanno un grande potere sulla nostra mente.
Questo esercizio permette al bambino di percepire la positività del colore, descriverlo e poi disegnarlo, scaturito dalle proprie emozioni. In quella occasione, vedere così tanti piccoli risultati positivi in bambini, a volte anche di 5 anni, ho vissuto momenti colmi di tanta soddisfazione, sia dal punto di vista umano che professionalmente.
La cromoterapia può essere un metodo semplice ed efficace per aiutare anche i bambini a gestire le emozioni e a migliorare il loro benessere. Utilizzando i colori in modo consapevole e terapeutico, possiamo creare esperienze positive e rilassanti per i nostri piccoli.
Comprendere come i colori influenzano il nostro stato fisico ed emotivo può aiutare tutti noi a creare ambienti e abitudini che promuovono l’armonia e l’equilibrio nella nostra vita. Sperimentare con i colori e integrarli consapevolmente nella nostra routine quotidiana può portare ad una maggiore consapevolezza.
Anche nell’arte i colori sono determianti, attraverso i quali l’artista si esprime impregnando la tela di emozioni e umori.
Claude Monet, l’artista impressionista per eccellenza, diceva che il mondo del colore era la sua ossessione quotidiana, la sua gioia e anche il suo tormento.
Lasciandoci, così dei capolavori!
“Quando nasciamo siamo una palla di energia di luce” affermava Carl Gustav Jung, psicanalista e allievo di Freud, padre della psicoanalisi, per descrivere la nostra parte “Ombra”. Ossia quella parte più nascosta, ma anche più vera della nostra personalità.
