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La salute mentale. Invisibile, fragile, potente. Il vero investimento di oggi

Oggi, 10 ottobre non è un giorno qualunque. Ogni anno, in questa data, il mondo si ferma per ricordare che c’è una salute invisibile, fragile e al tempo stesso incredibilmente potente. Troppo spesso, però, viene trascurata, lasciata in secondo piano, come se non avesse diritto alla stessa attenzione del corpo. Non si vede, ma regge tutto, la salute mentale. Molti la pensano come qualcosa di lontano che riguarda solo chi “sta male”, come l’assenza di malattia. In realtà ci appartiene tutti i giorni e non significa “non avere un disturbo”, ma vivere affrontando i cambiamenti, tollerando le frustrazioni, costruendo relazioni sane per dare un senso alla propria esistenza. Un equilibrio dopo una tempesta!

Infatti, come sottolinea l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, è uno stato di benessere in cui l’individuo realizza le proprie capacità. È la base silenziosa che sostiene ogni scelta, ogni gesto d’amore, ogni progetto di futuro.

La Giornata Mondiale della Salute Mentale nasce nel 1992 grazie all’Organizzazione Internazionale Statunitense, la World Federation for Mental Health, partner dell’OMS per la promozione della salute mentale nel mondo. L’obiettivo è di rompere lo stigma, aprire spazi di dialogo e ricordarci che non esiste benessere autentico senza equilibrio psicologico. È un appuntamento che coinvolge oltre 150 Paesi e che ha visto crescere la sua risonanza.

Viviamo in un tempo che corre veloce, dove lo smartphone non si spegne mai, dove il lavoro e la performance sembrano definire il nostro valore. Non sorprende che disturbi come ansia, depressione e burnout siano in crescita costante.

Secondo l’OMS, una persona su otto nel mondo soffre di un ‘’disagio mentale’’. In Italia i dati Istat raccontano che i disturbi d’ansia interessano circa il 6% della popolazione, con una crescita significativa soprattutto tra i giovani.
Eppure, la vera emergenza non sono i numeri, ma il silenzio che li circonda. Troppo spesso la sofferenza psicologica viene minimizzata, con frasi: “è solo stress”, “passerà”, “basta forza di volontà”. Ma non funziona così. La mente non è un interruttore, è un ecosistema complesso, che chiede cura, prevenzione e ascolto.

Forse non tutti sanno che la parola “psiche” nasce dal greco ‘’ψυχή’’ e significa “anima”, ma anche “respiro”, ‘’soffio vitale’’ ed è l’etimologia autentica da cui deriva “psicologia”, psyché e lógos che significa discorso o studio dell’anima. Questo ci ricorda che la salute mentale non è un concetto astratto, ma il ritmo stesso della vita, qualcosa che va nutrito come il corpo.
Negli anni ’70 l’ONU iniziò a parlare di “health for all”, salute per tutti, ma solo negli anni ’90 quella mentale cominciò a entrare davvero, con forza, nelle agende globali.

Un riconoscimento tardivo, che segna l’inizio di un cammino ancora oggi aggrovigliato, fatto di passi avanti e battute d’arresto.

Prendersi cura della mente, infatti, è un percorso che si costruisce nei gesti quotidiani, imparando ad ascoltare non solo i segnali del corpo, ma anche quelli più sottili della psiche.

Un’insonnia che non passa, un senso di vuoto che non trova nome, l’ansia che diventa compagna silenziosa di ogni giorno. non sono debolezze da ignorare, ma messaggi da comprendere

Anche il modo in cui viviamo le relazioni incide profondamente sul nostro equilibrio. Coltivare legami sani, autentici, circondarsi di persone che fanno bene, che non giudicano ma ascoltano, è già una forma di cura.
E poi c’è il corpo che attraverso il movimento, anche lieve, dialoga con la mente. L’attività fisica stimola endorfine, regola l’umore e restituisce presenza.

Ma ciò che più di tutto aiuta, non smetterò mai di dirlo, è coltivare la consapevolezza.

La meditazione, il Journaling, scrittura riflessiva e liberatoria, o anche solo una passeggiata nella natura, insegnano a tornare al qui e ora, riducendo stress e ‘’rumori mentali’’.
E chiedere aiuto, senza vergogna, è un gesto di forza, non di fragilità, significa assumersi la responsabilità della propria vita.
La Psicoterapia non è un lusso, né un tabù. È una via di prevenzione, di conoscenza, di cura.

In Occidente abbiamo la tendenza a occuparci della mente solo quando qualcosa si rompe. Eppure, come accade per il cuore, lo stomaco o per le ossa, anche il benessere psicologico si può prevenire. Il percorso Terapeutico, le pratiche di consapevolezza, come la Mindfulness, le relazioni nutrienti, le pratiche di presenza, non sono soluzioni d’emergenza, ma strumenti di equilibrio duraturo. Perché è qui che si gioca la differenza tra sopravvivere e vivere davvero.
C’è un proverbio africano che dice: “Il momento migliore per piantare un albero era vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso.” Lo stesso vale per la salute mentale, non è mai troppo tardi per iniziare a prendersene cura.

Quindi, oggi non è solo una data segnata sul calendario, è un invito sommesso a rallentare, a fare spazio al silenzio e a chiedersi se si sta davvero vivendo o solo resistendo. È un promemoria gentile che ci ricorda come la mente non sia qualcosa di separato da noi, ma la casa più intima che abitiamo, il luogo dove nascono pensieri, scelte, emozioni.

E forse il segreto sta proprio qui, non è un costo, è un investimento invisibile, la radice che sostiene ogni cosa. È ciò che rende più salde le nostre decisioni, più autentiche le relazioni, più profondo il modo in cui abitiamo il mondo.

Chi si prende cura della propria mente non guarisce solo se stesso, ma illumina anche chi gli cammina accanto.

 

C’è un proverbio africano che dice: “Il momento migliore per piantare un albero era vent’anni fa. Il secondo momento migliore è adesso.” Lo stesso vale per la salute mentale, non è mai troppo tardi per iniziare a prendersene cura.

Articolo pubblicato su testata giornalistica CorriereSalentino.it